A partire dall'omografia della parola latina liber ( che significava sia “libro” che “libero”) questo agile volumetto di Canfora disegna un avvincente percorso intorno ad alcuni motivi topici della storia del libro. Dalla biblioteca di Don Chisciotte (una delle prieme a finire in fumo…), a ritroso verso quella di Fozio, di Aristotele, o più avanti verso quella di Cristoforo Colombo, di Danton, di Musil e di tanti altri, si sviluppa un cammino intrecciato: storie di biblioteche e di libri che parlano di biblioteche, storie di libri e di biblioteche che li accolgono o li combattono. In poche pagine il libro di Canfora raccoglie una grande quantità di riferimenti letterari, di citazioni, di esempi storici. Senza che l'erudizione soffochi la passione (e il divertimento del lettore). E con una costante curiosità per i casi estremi, marginali e per questo emblematici: si tratti del pastore Tinius, autore di vari omicidi commessi a scopo di rapina, e questa allo scopo di poter comprare libri, o ritratti dell'amico di D'Alembert che ridusse drasticamente le dimensioni della propria biblioteca, strappando le pagine dei libri che lo interessavano e gettando il resto …
Luciano Canfora ha dedicato molti studi e molte pubblicazioni alla storia delle raccolte librarie, seguendone con amore e sapienza le peripezie, i corsi e ricorsi che fanno sì che dalle ceneri di una biblioteca ne sorga un'altra, che un libro passi di mano in mano disegnando percorsi avventurosi (si veda a p. 15 di questa bibliografia, la segnalazione del libro La biblioteca scomparsa). Lo spirito dei libri è nutrito di materia cartacea e non solo: di lavoro umano, di fatica, di privilegi: Canfora ci propone un viaggio affascinante e garbato, ma nello stesso tempo ricco di spunti critici, di occasioni di riflessione, intorno ad alcuni nodi e punti dolenti della storia del libro e delle biblioteche: la censura, la bibliomania e la bibliofobia, i libri reclusi (per troppo amore?) e quelli condannati a morte: Un tema importante e solitamente rimosso è al centro delle ricostruzioni storiche di Canfora: il rapporto tra il libro e potere. La produzione libraria ha intrattenuto, nei secoli, un rapporto molto stretto con il potere: lo ha servito o vi si è ribellata, in ogni caso non ne ha mai potuto prescindere. Nello stesso tempo il libro è a sua volta strumento di potere (esercitato sui lettori e anche, o forse soprattutto, sui non-lettori). |