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Attorno alle varie rappresentazioni dell'atto del leggere proposte in questa base dati, in parallelo con i testi (di letteratura o di saggistica) che hanno analogo argomento e finalità, si è sviluppato lo studio sulle caratteristiche di immagini recuperabili da siti Internet (e nella futura manutenzione, auspicabilmente, da altri luoghi: riproduzioni all'interno di libri, cataloghi, o altro supporto cartaceo, fotografie, dipinti), che hanno per soggetto una situazione di lettura, e che possono essere collegate ai segmenti di testo che compaiono nella sezione specifica.
Le molteplici fonti disponibili in Rete si sono mostrate piuttosto disomogenee; si è dovuto ricondurre tutto a due criterî di ricerca principali:
- ricavare immagini partendo da motori di ricerca specifici che ricercano solo all'interno di tale categoria, immettendo un termine che compare nella stringa-indirizzo della fonte Web;
- estrarre immagini in maniera parzialmente casuale, ossia tramite la consultazione di siti che si ritiene possano contenere materiali utili alla ricerca.
Partendo da questa seconda procedura, si sono considerate fonti autorevoli istituzioni e musei mondiali caratterizzati da rilevante qualità e quantità delle collezioni, come ad esempio:
- Tate Gallery (Londra, Liverpool, St Ives in Cornovaglia);
- National Gallery, Londra;
- National Gallery del Canada, Ottawa, Ontario);
- Hermitage di San Pietroburgo;
- Metropolitan Museum di New York;
- Louvre di Parigi;
- Fine Arts Museum di San Francisco
Si parla dunque di un patrimonio di migliaia di unità.
Attraverso una maschera di ricerca organizzata per campi di numero variabile, è stato possibile recuperare le immagini usando per la ricerca le parole Reading /lecture, termini di riferimento per la maggior parte delle opere che erano presentate col titolo reso sia in inglese che in francese; il termine dunque è stato impiegato sia come parola-chiave sia come elemento di ricerca nel campo soggetti.
Quando tali strumenti erano assenti, l'acquisizione delle immagini è avvenuta per consultazione di quelle disponibili secondo un percorso autonomo, e scegliendo le più interessanti anche in relazione ai soggetti incontrati nei testi letterari. A differenza però delle citazioni letterarie, molto variegate sotto il profilo delle azioni che rappresentano, e che mostrano diverse sfumature all'interno del concetto lettura, le immagini sono riconducibili principalmente a situazioni tradizionali: la lettura di una lettera (frequente il caso delle missive d'amore), di un giornale, di un libro di svago o di studio, ecc.
Attraverso l'altra possibilità offerta dalla Rete, è stato possibile effettuare indagini tramite motori di ricerca che censiscono esclusivamente immagini: a questa procedura si associa tuttavia una certa quota di casualità, poiché il 'rumore' ottenuto immettendo il termine di ricerca all'interno di una struttura simile è stato piuttosto alto. I risultati, anche se toccati da una riduzione del loro grado di pertinenza, sono stati però apprezzabili se si guarda all'eterogeneità delle fonti considerate: oltre alle immagini di dipinti sono state recuperate, infatti, quelle di sculture, ceramiche, fotografie, illustrazioni, ecc., che hanno costituito il complemento del nucleo già ottenuto attraverso la sola consultazione dei siti di musei.
Tutto ciò ha comportato la progettazione di una griglia descrittiva da usare durante la fase d'indicizzazione delle immagini:
- autore (nome e cognome con estremi di nascita e di morte se conosciuti);
- titolo dell'opera e sua datazione;
- tipo di oggetto, includendovi tecnica di esecuzione (pittura; scultura; riproduzione fotografica; illustrazione libraria; ceramica; ecc.) e misure (quelle reali se disponibili),
- fonte dell'immagine (sito Web, pubblicazione cartacea – e, in tal caso, citazione dei dati bibliografici relativi – fotografia, ecc.).
- descrittori, anello di congiunzione con le altre basi dati.
I due archivi, quello delle immagini e quello testuale, i cui elementi costituenti sono stati redatti secondo criteri di uniformità, sono confluiti all'interno di un contenitore comune.
Per concludere: la lettura di un libro porta con sé conoscenza, leggere una missiva significa apprendimento di una situazione prima di allora sconosciuta, l'abbandono dinnanzi ad una lettera d'amore si lega alla sfera sentimentale dell'essere, lo sfogliare un giornale rimanda alla quotidianità di un atto che permette di non rimanere estranei agli eventi, e così via. Una traslazione del senso ci rimanda poi ad una lettura di altro tipo, simbolica e non riferita a supporti fisicamente definiti: leggere lo sguardo, leggere nel pensiero, leggere un comportamento, sono tutte espressioni che rinviano ad un'interpretazione dello stato d'animo, piuttosto che a un'azione che si incardina su un oggetto mediatore di un contenuto intellettuale, capace di incidere sulle conoscenze di chi ne fruisce.
Intorno a questa seconda accezione ruota la maggior parte delle fonti iconografiche che, come già ricordato, si fanno più sfaccettate dalla vicinanza col linguaggio letterario, che si presta maggiormente a descrivere un processo interpretativo innescato dalla 'lettura' legata, per così dire, alla sfera emozionale.
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