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Un’indagine sulla lettura letteraria nelle public libraries
Buona parte delle considerazioni in precedenza avanzate trovano conferma empirica in un recente contributo di Bob Usherwood e Jackie Toyne, dal titolo The value and impact of reading imaginative literature, pubblicato sul “Journal of Librarianship and Information Science”(41), che tocca una serie di argomenti di notevole rilievo per la ricerca sulla pragmatica della lettura, e, in maniera più specifica, della lettura di opere afferenti a quella che gli autori definiscono imaginative literature, attraverso l'attività qui definita lettura letteraria. Inoltre, e questo a parere di chi scrive è ciò che più fortemente qualifica il contributo, viene esaminato il ruolo della biblioteca pubblica quale luogo, fisico e concettuale, entro o nei dintorni del quale si praticano le attività indagate.
Oggetto proprio dell'indagine, va precisato, più che la letterarietà del testo (in precedenza richiamata) sembra essere la sua narratività, che può essere definita come “Insieme delle proprietà che caratterizzano il RACCONTO e lo distinguono dal non racconto; le caratteristiche formali e contestuali che rendono un racconto, per così dire, più o meno narrativo”(42).
Dalla problematicità della definizione qui fornita si intuisce la complessità del concetto di narratività, e dei testi letterari cui esso è applicato; complessità che non che non è certamente obiettivo di questo lavoro discutere in maniera approfondita. Basti intanto dire che è possibile distinguere una narrativa naturale, costituita dalle diverse forme di narrazione legate all'esperienza quotidiana, ed una narrativa letteraria, categoria entro la quale l'enfasi è appunto sulla specificità letteraria di un testo. L'obiettivo dei due studiosi inglesi è quello di stabilire “what motivates adults to invest time in reading” (p. 33); viene inoltre contestualmente esplicitata l'esigenza di stabilire come il “what” oggetto dell'indagine si qualifichi “as a means of assessing the value and impact of public library book reading”. Più in generale:
The aim was to establish the significance of the reading experience, and to uncover the common reasons which prompt people to spend time reading imaginative literature, that is all types of fiction, play scripts, and poetry(43).
Un ulteriore motivo di interesse dell'indagine è quello di esser stata rivolta a coloro che, secondo il lessico di Virginia Woolf, possono essere definiti lettori comuni(44). Mentre infatti esiste un amplissimo quadro di orientamento bibliografico che permette di accedere alla descrizione di esperienze di lettura “alte”, è relativamente scarna la repertoriazione qualitativa di resoconti dell'atto del leggere attribuibili, appunto, a queste tipologie di lettori.
Il lavoro si basa su interviste in profondità effettuate sui membri di 30 gruppi (uomini e donne di età compresa tra 18 ed oltre 75 anni); le interviste erano state precedute da un questionario inviato a tutte le public library authorities britanniche. I componenti dei gruppi sono stati individuati come segue: M= Male (maschio) F= Female (femmina). Fasce di età: 18-21= 21; 22-29= 22; 30-44= 30; 45-54= 45; 55-64= 55; 65-74= 65; 75-over= 75. La sigla riportata dopo le risposte degli intervistati (Es.: M/55/27) significa dunque: risposta fornita da un intervistato maschio, di età compresa tra 55 e 64 anni, facente parte del gruppo n. 27.
Di seguito vengono elencati i motivi cui le esperienze di lettura letteraria oggetto dell'indagine sono riferite.
Evasione (escapism)
Il motivo principale cui viene ricondotta l'esperienza della lettura è riconducibile al complesso campo semantico indicato dal termine “evasione”, in cui ciò da cui si evade, potremmo dire con molte approssimazioni, è il mondo reale. Proprio per la complessità di stabilire che cosa ciò significhi è forse più ragionevole, qui, evitare ulteriori commenti.
Rilassamento (relaxation)
Sono riconducibili a questo termine le esperienze di lettura ricreative rispetto agli stress indotti dall'esperienza quotidiana. Questa tipologia di lettura è generalmente associata ad un luogo d'elezione (il letto) e ad un periodo della giornata (la sera). Secondo questa prospettiva la lettura può arrivare ad essere in senso proprio terapeutica, fino a divenire autentica biblioterapia:
If you've had a bad day, you get up and you think gosh, life's a bit difficult, you can pick up a book after breakfast, and I'm still in my dressing gown... (F/55/13) (p. 35).
Strumenti di evasione (means of escape). 1. Evadere in altri mondi (escape into other worlds)
In questa sezione, dopo aver discusso come l'atto della lettura conduca all'evasione, si cercano di valutare gli effetti concretamente indotti dalla lettura nella esperienza quotidiana:
Having examined how the act of reading itself brings escape, it is important to consider how people use the content of imaginative literature to secure their escape and trasform their everyday life(45).
Viene dunque presa in esame l'azione del testo sul lettore, e come il passaggio ad altri mondi si configuri:
(...) to me I move into another worlds when I read fiction particularly. I just get completely absorbed and I'm there and I'm involved and I'm feeling all the emotions and everything else. (F/30/7) (p. 35-36).
Strumenti di evasione (means of escape). 2. Evasione attraverso l'associazione (escape through association)
Sono ricondotti a questa tipologia in casi in cui la lettura, attraverso l'istituzione di nessi associativi, richiama alla coscienza esperienze di vita pregresse.
Strumenti di evasione (means of escape). 3. Evasione attraverso il piacere estetico (escape through aesthetic pleasure)
Questa tipologia di motivi, messa in rilievo da circa 1/5 degli intervistati, è descritta da uno di loro come segue:
I write as well and I write poetry and things like that, as I just enjoy the way word and I enjoy reading. (M/30/7) (p. 36).
Leggere per imparare (reading for instruction)
La maggior parte degli intervistati mette in evidenza l'importanza della acquisizione di conoscenze pratiche, della natura più varia, acquisite incidentalmente durante esperienze di lettura motivate da altre finalità:
I don't do it for education. I do it for the sheer escapism and the pleasure I get out of it. (F/65/62) (p. 36).
Competenze linguistiche (literacy skills)
In alcuni degli intervistati emerge la consapevolezza del fatto che la lettura di opere di narrativa contribuisce a migliorare la qualità delle proprie competenze linguistiche, in relazione anche all'uso del linguaggio parlato:
I am from Italy and I joined the reading group to help me with my English. (F/45/27) (p. 37).
Lezioni sul mondo (lessons about world)
A quest'ambito vengono ricondotti gli elementi di conoscenza riferiti alla realtà extratestuale cui le opere di narrativa lette fanno riferimento:
David Copperfield is the best history lesson I've ever had! (F/55/17) (p. 37).
Affidabilità dell'apprendimento (reliability of instruction)
La maggior parte degli intervistati ritengono affidabili le conoscenze acquisite incidentalmente durante la lettura, e in precedenza richiamate.
Crescita personale (Self e personal development)
La maggior parte degli intervistati sono concordi nell'individuare significative correlazioni tra esperienza di lettura e sviluppo della propria personalità, come è testimoniato da uno degli intervistati:
Through reading and poetry... I make sense of my inner worls. (F/30/7) (p. 38).
Comprendere l'altro (insight into the other)
La maggior parte delle persone riconoscono che la lettura di opere di narrativa migliora la propria capacità di stabilire relazioni significative con altre persone:
I think it makes you a better person. You can see things from more points of view. (F/22/10) (p. 39).
Lettura come funzione corporale (reading as a bodily function)
Alcuni intervistati hanno descritto la propria esperienza di lettura ricorrendo a metafore di natura alimentare:
I need fiction to feed my imagination. (F/30/1) (p. 39)
La vita senza la lettura (life without reading)
Alla domanda di provare a descrivere la propria vita senza la lettura, gli intervistati, in misura prevalente, descrivono la situazione in termini di menomazione visiva, o di perdita di importanti funzioni delle rispettive identità personali.
Books have been central to my life... if I was unable to read, it would be like dementia, I would be dying. (F/55/12) (p. 40).
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