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(34) Così Alfredo Serrai, Guida alla biblioteconomia, Firenze, Sansoni, 1983, p. 47-48.
(35) Guida…, cit.,, p. 49
(36) Cfr. Giovanni Solimine, Le raccolte delle biblioteche. Progetto e gestione, Milano, Editrice Bibliografica, p. 23.
(37) Per una introduzione al concetto di “informazione”, anche dal punto di vista della comunicazione, si veda A. Serrai, Dalla informazione alla bibliografia. La professione bibliotecaria, Milano, Editrice Bibliografica, 1984. E' evidente che la condivisione di strutture “informazionali” tra autore e lettore costituisce la base su cui fonda ogni tipo di comunicazione, incluse quelle documentarie. Altrettanto evidente è che, per ciò che attiene alla lettura letteraria, la funzione degli elementi indicali canonici, indispensabili per le funzioni catalografiche classiche, va integrata con altri strumenti di mediazione comunicativa. Ciò risulta anche da uno dei pochi contributi italiani dedicati alla valutazione delle metodologie di matrice bibliografica applicate alle opere di narrativa ( Elisa Grignani, La narrativa in biblioteca: prospetto di uno schema di classificazione elaborato presso la Scuola di biblioteconomia di Copenhagen, “Culture del testo”, 1 (1995) 1, p. 49-55). Il lavoro di Grignani mette in evidenza la notevole distanza esistente tra i criteri di classificazione e collocazione utilizzati nelle biblioteche e le rappresentazioni cognitive, negli utenti, delle opere ricercate. Osservazioni afferenti a quest'ambito stanno suscitando negli ultimi tempi un interesse meno tiepido in relazione all'organizzazione bibliografica delle raccolte in progetti di nuove biblioteche.
Si deve in particolare a Giovanni Di Domenico ( Presentazione dell'offerta documentaria e ordinamento delle raccolte nella Biblioteca europea di informazione e cultura, “Bollettino AIB”, 43 (2003) 1, p. 45-62) un accurato inquadramento storico-bibliografico, entro il quale si segnalano in particolare P. Innocenti, Appunti per la storia della classificazione, “L'indicizzazione”, 4 (1989) 1, p. 47-63; Tassonomie a confronto ideale: ancora sulla storia della classificazione e sulla storia delle biblioteche: diari di scavo, “Nuovi annali della Scuola speciale per archivisti e bibliotecari”, 6 (1992), p. 221-256; Collocazione materiale e ordinamento concettuale in biblioteche pre-moderne, “Accademie e biblioteche d'Italia”, 64 (1996) 3, p. 21-46. Di Di Domenico si vedano anche L'organizzazione delle raccolte in una biblioteca universitaria, “Culture del testo”, 1 (1995) 1, p. 35-47 e La collocazione controversa: Giuseppe Fumagalli tra divulgazione e polemica, introduzione a Giuseppe Fumagalli, Della collocazione dei libri nelle pubbliche biblioteche: memoria, Manziana (Roma): Vecchiarelli, 1999 [ristampa anastatica dell'ed. Firenze: Sansoni, 1890], p. V-XXII. Da segnalare qui anche il reader interest arrangement, originato negli Stati Uniti, nella prima metà del XX secolo, per riorganizzare l'ordinamento delle raccolte nelle biblioteche pubbliche in maniera alternativa alla Classificazione Dewey. Si veda in tal senso Mary Ørvig, The reader interest arrangement: an american shelving system with a future, “Libri”, 5 (1955) 3, p. 223-232 ; Richard Roy, Classer par centres d'intérêt: grandeur et misére du classement des livres en bibliothèques publiques, < http://site.voila.fr/le_butineur/ci.htm >; Lyn Donbroski, Life without Dewey: “reader interest arrangement” of stock in East-Sussex county library, “Catalogue & index”, 1980, 57, p. 3-6; Lynn Sawbridge - Leo Favret, The mechanics and the magic of declassification, “Library Association record”, 84 (1982) 11, p. 385-386.
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