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Considerazioni conclusive
L'evidenza delle cose fin qui dette lascia intendere che la lettura letteraria non possa non essere una delle attività che attraverso la biblioteca vadano promosse, e che proprio attraverso la capacità di differenziare le diverse modalità di lettura si possano definire le condizioni per attività di valorizzazione differenziate degli oggetti bibliografici su cui la pratica della lettura si fonda. Oggetti, sia detto ancora, da interpretare in relazione al valore d'uso di cui dispongono e non a quello patrimoniale che pure, in essi, coesiste.
La strutturazione non episodica di servizi di lettura letteraria nelle biblioteche può costituire uno degli ambiti di intervento attraverso i quali si manifesta la oggettivazione di un modello di biblioteca in grado di dare spazio, logico e fisico, a tutte le modalità d'uso dei materiali bibliografici e documentari che in esso si collocano.
Ciò suscita inoltre evidenti implicazioni, di natura biblioteconomica e gestionale, relative al ripensamento delle attività riconducibili a quella che abbiamo definito gestione delle raccolte bibliografiche, snodate lungo la filiera che include selezione dei materiali bibliografici, acquisto, catalogazione, ordinamento materiale, uso (lettura), promozione, valutazione dell'uso, da intendere come un microsistema fortemente coeso, i cui attori professionali siano deontologicamente abilitati a non perdere mai di vista la rilevanza dei contenuti cognitivi ed emotivi che attraverso la lettura letteraria vengono messi in gioco.
E, sulla base di questo modello, e dei processi che ne derivano, si lasciano intravedere modelli e spazi organizzativi poco esplorati, che implicano, più che nuove professionalità (il cui bacino occupazionale sarebbe peraltro assai esiguo), occasioni per modulazioni innovative di professionalità esistenti, tali da permettere alle biblioteche di organizzare servizi di lettura letteraria per i quali abbia senso parlare di professionalità.
Questo obbliga inoltre a pensare teorie organizzative entro i quali il management razionale e le metodiche che lo caratterizzano (gestione per obiettivi, analisi dei costi, utilizzo efficace delle risorse umane) si lascino sedurre da modelli entro cui trovino spazio pratiche gestionali fondate sulla complessità reale della comunità dei fruitori, definendo le condizioni per un passaggio da:
- una pratica manageriale, propria della società industriale, centrata sulla razionalità e sulla funzione, situata in istituzioni stabili, alla costante ricerca dell'equilibrio e del controllo;
a:
- una prospettiva del management centrata sull'apprendimento, sull'elaborazione delle ambiguità e sulle pratiche discorsive e simboliche, richieste in particolare dalla società dell'informazione(54).
Io credo insomma che investire nella attivazione o nel potenziamento di quelli che ho provato a definire servizi di lettura letteraria, costituisca un possibile percorso per recuperare il senso di opzioni culturali e di funzioni importanti per una comunità territoriale, trascurate fino ad oggi per il prevalere di altri modelli.
Opzioni e funzioni che invece garantirebbero a biblioteche, che vogliano provare davvero ad essere pubbliche, la disponibilità di stabili strumenti di mediazione comunicativa, organizzati in servizi non estemporanei, capaci di comprendere i linguaggi attraverso cui si esprimono concreti bisogni e desideri, non irrilevanti per le persone nella loro altrettanto concreta individualità.
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