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Servizi di lettura letteraria nelle biblioteche
Giunti a questo punto dovrebbe essere chiara la linea argomentativa che si è inteso proporre, ed altrettanto chiara, per quanto parziale e provvisoria, la conclusione che in base a tali procedure di ragionamento si individua.
La lettura letteraria costituisce l'attività da cui deriva la valorizzazione dei testi cui questa modalità di lettura è applicata. Gli indicatori quantitativi d'uso, in precedenza richiamati, forniscono una idea orientativa della rilevanza del fenomeno. La lettura letteraria, inoltre, per le importanti caratteristiche dei contenuti cognitivi ed emotivi mobilitati, dovrebbe essere stabilizzata in servizi ad essa finalizzati, che potremmo provvisoriamente essere denominati servizi di lettura letteraria.
Il fatto che, sul piano delle politiche istituzionali, la lettura letteraria non abbia trovato che uno spazio residuale nelle politiche bibliotecarie nazionali del XX secolo è da ricondurre a molti e complessi fattori, che qui non è possibile indagare, che hanno connotato la problematica storia della biblioteca pubblica in Italia; storia che costituisce un capitolo, certamente non dei più brillanti, della storia generale della biblioteca pubblica, ampiamente approfondito nell'ormai classico volume di Paolo Traniello(46), e che in estrema sintesi può essere definita per il suo:
configurarsi come strumento rivolto non alle esigenze di determinate categorie sociali, siano pure quelle bisognose perché più svantaggiate, ma di tutto il “pubblico”, inteso come generalità di utenti reali o potenziali, configurabili come tali per il solo fatto di costituire la comunità dei cittadini(47).
Al contrario, nella riflessione politico-normativa nazionale le biblioteche:
sono pensate assai più come complesso di raccolte storicamente costituite e da riorganizzare in nuove strutture amministrative che come servizi da creare in risposta a nuovi bisogni culturali nati nella società contemporanea(48).
e dunque, come ha brillantemente mostrato di recente Giuseppe Testa, la biblioteca pubblica in Italia è stata prevalentemente:
un'istituzione più bibliotecaria che sociale, più presente nei dibattiti, nelle pubblicazioni tecniche, nei congressi degli addetti ai lavori, che non capillarmente diffusa e vissuta dalla collettività(49).
Istituzione che, con queste caratteristiche, si stabilizza a partire dalla metà degli anni Sessanta del XX secolo, a far data dalla pubblicazione della più significativa opera di Virginia Carini Dainotti, La biblioteca pubblica istituto della democrazia(50), opera che contribuisce potentemente alla diffusione negli ambienti bibliotecari italiani di quel “mito” della public library la cui “fortuna” è stata efficacemente ricostruite in un recente convegno, svoltosi ad Udine(51).
La lettura letteraria, non riconosciuta dunque né nella sua dimensione quantitativa, né interpretata alla luce dei bisogni emotivi e cognitivi in grado di soddisfare, è stata di fatto rimossa nella riflessione professionale, fatte salve eccezioni affidate, come detto, più alla volontaristica sensibilità degli operatori che a politiche e strategie strutturate.
Seguendo il percorso argomentativo qui proposto, invece, i servizi di lettura letteraria, strutturalmente integrati nell'area gestione delle raccolte bibliografiche, esprimono la volontà di radicare tali servizi tra quelli stabilmente e non episodicamente forniti dalle biblioteche, e si qualificherebbero sostanzialmente come la reinterpretazione di quelle attività di “promozione della lettura” la cui problematica individuazione è stata rilevata in apertura.
Gli elementi costitutivi minimi di questi servizi sono:
- le raccolte, nella loro unitarietà bibliografica, intese secondo la loro natura di collezioni attraverso cui si rendono disponibili manifestazioni di espressioni, e le pratiche gestionali ad esse connesse. Nella ovvia consapevolezza che le entità documentarie costitutive delle raccolte vadano rese disponibili attraverso il catalogo, particolare cura andrà riferita alle modalità dell'ordinamento fisico, che andrà modulato con criteri propri, che tengano conto delle prevalenti modalità d'uso di questa tipologia di materiali bibliografici. Questione storico-bibliografica assai complessa, che, vale la pena ricordare, è:
legata a una antinomia di fondo: quella che contrappone la dimensione intellettuale delle opere scientifiche e creative alla unicità fisica dei documenti che le ospitano. La prima è multiforme, ipertestuale, spesso ubiqua rispetto a singoli contesti, che siano culturali, disciplinari, di genere o semantici; la seconda è prigioniera della sua materialità: scelto un criterio di contiguità fisica tra i documenti, si perdono automaticamente tutti gli altri nessi, a meno di non disporre di un numero assolutamente inimmaginabile di esemplari. Dunque: laddove possono parzialmente riuscire gli apparati indicali, in particolare quelli elettronici e reticolari di ultima generazione, ‘falliscono' gli ordinamenti fisici(52).
Ciò potrebbe implicare l'ampliamento delle funzioni assegnata alla notizia bibliografica rappresentata negli e recuperata attraverso gli strumenti catalografici classici, sviluppando le relazioni della notizia che altre e coerenti tipologie di documenti digitali. Ciò sarebbe particolarmente utile per le notizie inerenti manifestazioni di testi letterari, e permetterebbero di ricostruire intorno alla notizia (intesa come microtesto descrittivo) tracce del peritesto e del paratesto elettronico che alla notizia è correlato o correlabile(53). Questo “arricchimento” della notizia, indubbiamente, permetterebbe alle varie comunità di fruitori del catalogo di disporre di uno strumento di ricerca e di mediazione comunicativa probabilmente più vicino al loro orizzonte cognitivo;
- gli spazi entro cui gli esemplari che compongono le raccolte sono resi disponibili. E' evidente che, per la tipologia dei contenuti testuali di questi oggetti documentari, vadano predisposti spazi la cui organizzazione sia adeguata alle relazioni comunicative stabilite tra utenti e raccolte;
- le competenze professionali, necessarie per garantire efficacia al servizio;
- i principi, le metodologie e le tecniche per la valutazione del servizio, che dovrà tener conto degli elementi e delle variabili degli scambi comunicativi in gioco, inclusi quelle costitutivamente non quantificabili.
E' evidente poi che questi servizi saranno uno dei segmenti in cui si articola la complessiva dimensione bibliografica e biblioteconomia (locale e remota, cartacea ed ibrida) della biblioteca, ma entro i quali con maggiori probabilità potrebbero essere valorizzate, attraverso specifiche strategie ed opportune metodologie, le raccolte cui la lettura letteraria si riferisce.
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