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punto elencoLa lettura, in generale
punto elencoIndagini statistiche e strumenti di orientamento sociologico
punto elencoRuolo e funzioni del lettore nella ricezione dei testi
punto elencoLa lettura di testi elettronici e di ipertesti
punto elencoBiblioteche e promozione della lettura
punto elencoLettura letteraria e raccolte bibliografiche
punto elencoL'uso delle raccolte tra qualità e qualità
punto elencoUn'indagine sulla lettura letteraria nelle public libraries
punto elencoServizi di lettura letteraria nelle biblioteche
punto elencoConsiderazioni conclusive
Spaziatore

Promozione della lettura e valorizzazione delle raccolte bibliografiche
Osservazioni sulla lettura letteraria in biblioteca.

18 febbraio 2004 | Maurizio Vivarelli

 

Leggere in biblioteca: qualche precisazione terminologica

Obiettivo di questo intervento è tracciare le linee di un ragionamento (secondo chi scrive auspicabile) che radichi le pratiche di promozione della lettura nelle biblioteche, e fondi tali pratiche principalmente sull'uso, opportunamente mediato, delle raccolte bibliografiche; raccolte intese come collezioni, fisicamente oggettivate negli esemplari, delle manifestazioni attraverso le quali si concretizzano le espressioni delle opere(1).
E' necessaria anzitutto una preliminare chiarificazione di natura linguistica, per permettere di individuare in maniera più specifica le coordinate di questo percorso argomentativo. Con la locuzione “promozione della lettura”, intesa nel suo senso letterale, potrebbero intendersi tutte le diverse tipologie di lettura che nelle biblioteche si svolgono, diverse come è evidente a seconda delle caratteristiche dell'oggetto testuale “letto”(2). Non c'è dubbio che la lettura di un manoscritto sia ben diversa da quella di un quotidiano, o da quella, effettuata attraverso l'elaboratore, di un documento digitale multimediale. La varietà di questi usi, peraltro, non potrebbe essere diversa, se si tiene conto del vastissimo campo semantico del termine “lettura”, che di seguito verrà rapidamente discusso(3).
Nella maggior parte dei casi l'uso della locuzione “promozione della lettura” designa invece la promozione della lettura di un sottoinsieme di testi, i testi letterari, attraverso l'attività d'ora in avanti definita lettura letteraria. Ciò, si potrebbe obiettare, sposta solamente i termini del problema, in quanto anche la nozione di testo letterario, oggetto della lettura letteraria, è ben lontana dal poter essere intesa secondo modalità univoche. Anche rispetto a questi argomenti verranno fornite alcune brevi precisazioni, relative quanto meno alle intenzioni comunicative in questo lavoro manifestate. Basti dire, per ora, che la letterarietà di un testo può essere ricondotta alla prevalenza di valori connotativi (opposti a quelli meramente denotativi ) attribuiti alle singole componenti testuali, da cui dipendono l'evocatività e le suggestioni che il linguaggio letterario è in grado di suscitare(4).
Infine qualche precisazione anche sul concetto di “valorizzazione” cui si farà riferimento, a partire dalla definizione:

Valorizzazione
1. Conferimento di pregio o di valore economico: la v. di un patrimonio artistico; l'espandersi della zona industriale ha comportato la v. di molti terreni agricoli. 2. Riconoscimento delle qualità o dei meriti di una persona: la v. del personale(5).

Definizione nella quale, come si vede, coesistono due significati la cui mutua demarcazione risulta piuttosto problematica. Intendo riferirmi al termine “pregio” ed alla locuzione “valore economico”, qualificati come le qualità che vengono “conferite” all'oggetto che diviene, appunto, valorizzato.
Uno degli obiettivi di questo lavoro consisterà proprio nel mostrare come la lettura letteraria, intesa secondo le sue specifiche ed intrinseche caratteristiche, costituisca l'attività attraverso cui si attua la valorizzazione (nel senso di “conferimento di pregio”(6)), delle raccolte bibliografiche.
Le generali linee espositive di questo lavoro consisteranno dunque in:

  • richiamare alcune linee di dibattito relative alla polisemia del termine “lettura”;
  • differenziare e specificare alcune caratteristiche, quantitative e qualitative, della lettura letteraria nelle biblioteche; ciò risulterà in particolare dal commento dell'indagine di Bob Usherwood e Jackie Toyne, dal titolo The value and impact of reading immaginative literature(7);
  • mostrare la necessità, per le biblioteche, di un fondamento sulle raccolte bibliografiche delle attività di promozione della lettura;
  • discutere come ciò implichi alcuni adeguamenti dei modelli biblioteconomici correnti, in particolare in relazione all'utilizzo di forme e strumenti di mediazione comunicativa maggiormente adeguati alla rappresentazione cognitiva, negli utenti, dei contenuti simbolici degli oggetti materiali in cui si concretizzano i testi cui questa modalità di lettura è applicata;
  • proporre la designazione di queste attività attraverso la locuzione di servizi di lettura letteraria.

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(1) Il richiamo, evidente, è ai livelli delle entità del primo gruppo di FRBR. Si rimanda in tale senso a International federation of library associations and institutions: Study group on the functional requirements for bibliographic records, Requisiti funzionali per record bibliografici: rapporto conclusivo, edizione italiana a cura dell''Istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche, Roma, ICCU, 2000.

(2) E' possibile individuare le seguenti tipologie di lettura: lineare, ricettiva, informativa globale, esplorativa, letteraria, di ricerca, rapida: così Piero Innocenti in Passi del leggere. Scritti di lettura, sulla lettura per la lettura ad uso di chi scrive e chi cita, con la collaborazione di Cristina Cavallaro. Manziana (Roma), Vecchiarelli, 2003, p. XVII.

(3) E per il quale comunque si rimanda ai “picchetti linguistici” posti da P. Innocenti ne La pratica del leggere. Con ottanta interviste a lettori per vocazione, per mestiere, per necessità, per inedia, Milano, Editrice Bibliografica, 1989, p. 93 e ss.

(4) Per un primo inquadramento di questi problemi cfr. Il testo letterario. Istruzioni per l'uso, a cura di Mario Lavagetto, Roma-Bari, Laterza, 1996, p. VII-XII; Loredana Chines - Carlo Varotti, Che cos'è un testo letterario, Roma: Carocci, 2001, p. 7-9. Cfr. inoltre, per parziale approfondimento delle questioni attinenti propriamente alla critica letteraria, Cesare Segre, Narrazione/Narratività, in Enciclopedia. Vol. IX, Torino, Einaudi, 1980; Robert Scholes - Robert Kellogg, La natura della narrativa, Bologna, il Mulino, 2000. Può essere inoltre utile richiamare l'attenzione sulle numerose teorie centrate sull'importanza della narrazione in quanto tale, in relazione ai campi disciplinari delle scienze psicologiche e sociologiche. Si vedano in tal senso Jerome Bruner, La costruzione narrativa della realtà, in Rappresentazioni e narrazioni, a cura di Massimo Ammaniti e Daniel N. Stern, Roma-Bari, Laterza, 1991; Maria Chiara Levorato, Le emozioni della lettura, Bologna, il Mulino, 2000; Paolo Jedlowski, Storie comuni. La narrazione della vita quotidiana, Milano, Bruno Mondadori, 2000.

(5) DISC. Dizionario italiano Sabatini Coletti, Firenze, Giunti, 1999, s.v. Può essere utile, inoltre, rimanendo in ambito definitorio, proporre anche, utilizzando la stessa fonte lessicografica, la definizione del lemma “valore”: 1. Complesso delle qualità intellettive, morali e professionali di una persona, usato spec. nella loc. di valore. 2. Pregio, importanza di una cosa, di una condizione, di una realtà umana. 3. Virtù. 4. (al pl.) L'insieme delle cose considerate eticamente buone, idealmente perseguibili, anche senza ulteriori specificazioni. 5. Coraggio nell'affrontare gravi pericoli. 6. econ. Entità di un bene in rapporto alla sua scambiabilità con altri beni o con moneta, o in rapporto all'utilità che esso rappresenta per chi lo possiede. 7. Nel l. comune, costo, prezzo. 8. (al pl.) Oggetti preziosi, titoli di credito, valute pregiate. 9. Efficacia, validità (…).

(6) Fatti salvi i casi, pur rilevanti per il mercato antiquario, in cui tracce di lettura possono concorrere ad incrementare, anche in misura sensibile, il valore venale di un libro. Su questi aspetti si veda

(7) Pubblicato sul “Journal of Librarianship and Information Science”, 34 (2002) 1, p. 33-41.

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