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(1) Il richiamo, evidente, è ai livelli delle entità del primo gruppo di FRBR. Si rimanda in tale senso a International federation of library associations and institutions: Study group on the functional requirements for bibliographic records, Requisiti funzionali per record bibliografici: rapporto conclusivo, edizione italiana a cura dell''Istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche, Roma, ICCU, 2000.
(2) E' possibile individuare le seguenti tipologie di lettura: lineare, ricettiva, informativa globale, esplorativa, letteraria, di ricerca, rapida: così Piero Innocenti in Passi del leggere. Scritti di lettura, sulla lettura per la lettura ad uso di chi scrive e chi cita, con la collaborazione di Cristina Cavallaro. Manziana (Roma), Vecchiarelli, 2003, p. XVII.
(3) E per il quale comunque si rimanda ai “picchetti linguistici” posti da P. Innocenti ne La pratica del leggere. Con ottanta interviste a lettori per vocazione, per mestiere, per necessità, per inedia, Milano, Editrice Bibliografica, 1989, p. 93 e ss.
(4) Per un primo inquadramento di questi problemi cfr. Il testo letterario. Istruzioni per l'uso, a cura di Mario Lavagetto, Roma-Bari, Laterza, 1996, p. VII-XII; Loredana Chines - Carlo Varotti, Che cos'è un testo letterario, Roma: Carocci, 2001, p. 7-9. Cfr. inoltre, per parziale approfondimento delle questioni attinenti propriamente alla critica letteraria, Cesare Segre, Narrazione/Narratività, in Enciclopedia. Vol. IX, Torino, Einaudi, 1980; Robert Scholes - Robert Kellogg, La natura della narrativa, Bologna, il Mulino, 2000. Può essere inoltre utile richiamare l'attenzione sulle numerose teorie centrate sull'importanza della narrazione in quanto tale, in relazione ai campi disciplinari delle scienze psicologiche e sociologiche. Si vedano in tal senso Jerome Bruner, La costruzione narrativa della realtà, in Rappresentazioni e narrazioni, a cura di Massimo Ammaniti e Daniel N. Stern, Roma-Bari, Laterza, 1991; Maria Chiara Levorato, Le emozioni della lettura, Bologna, il Mulino, 2000; Paolo Jedlowski, Storie comuni. La narrazione della vita quotidiana, Milano, Bruno Mondadori, 2000.
(5) DISC. Dizionario italiano Sabatini Coletti, Firenze, Giunti, 1999, s.v. Può essere utile, inoltre, rimanendo in ambito definitorio, proporre anche, utilizzando la stessa fonte lessicografica, la definizione del lemma “valore”: 1. Complesso delle qualità intellettive, morali e professionali di una persona, usato spec. nella loc. di valore. 2. Pregio, importanza di una cosa, di una condizione, di una realtà umana. 3. Virtù. 4. (al pl.) L'insieme delle cose considerate eticamente buone, idealmente perseguibili, anche senza ulteriori specificazioni. 5. Coraggio nell'affrontare gravi pericoli. 6. econ. Entità di un bene in rapporto alla sua scambiabilità con altri beni o con moneta, o in rapporto all'utilità che esso rappresenta per chi lo possiede. 7. Nel l. comune, costo, prezzo. 8. (al pl.) Oggetti preziosi, titoli di credito, valute pregiate. 9. Efficacia, validità (…).
(6) Fatti salvi i casi, pur rilevanti per il mercato antiquario, in cui tracce di lettura possono concorrere ad incrementare, anche in misura sensibile, il valore venale di un libro. Su questi aspetti si veda
(7) Pubblicato sul “Journal of Librarianship and Information Science”, 34 (2002) 1, p. 33-41.
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