Trame di lettura sul web, ovvero una serata a it.cultura.libri[1]

di Luca Ferrieri 

Sarà questa una rapida carrellata attraverso le tipiche modalità di espressione e di presenza del lettore in rete, basata sulla mia esperienza, né completa né obiettiva, di navigatore e di lettore, e in particolare sulla frequentazione, per circa un paio di mesi (con qualche ricerca negli archivi[2]), del newsgroup icl. Dal mio osservatorio sono escluse le attività di chatting perché non le ho praticate con la necessaria continuità e attenzione. Benché qualcuno affermi il contrario[3], mi risulta faticoso trovare traccia di conversazioni librarie in mezzo a una cagnara di saluti, di chiacchiere e di sguaiati approcci di cui è fitta tale modalità di comunicazione on-line.

  1. a)     Febbre di lettura. In un newsgroup che si occupa di libri non la si esibisce (non più di tanto, almeno) ma certo non la si nasconde. I partecipanti, lo si capisce da come parlano del newsgroup[4], lo concepiscono come una zona franca, un ridotto, molto selettivo, molto esigente. Ogni tanto capita qualcuno che è palesemente fuori posto; lo trattano gentilmente, ma indicano con molta educazione l'uscita. Allora arrivano le accuse di snobismo, aristocraticismo, elitismo; insomma, ci siamo, icl è sicuramente un newsgroup frequentato da lettori.

Quando sto leggendo un libro che mi prende molto, dopo la metà sono preso da una frenesia per la quale poi sto sveglio fino a notte fonda per finirlo. A volte penso di essere quasi un drogato, se i miei polpastrelli non toccano un libro sto male![5]

A me succede il contrario, se il libro mi prende molto, dalla metà in poi rallento il ritmo, me lo centellino come un buon bicchiere di vino[6].

A volte se lo leggo d'un fiato, un buon libro, ci resto male... non perché non mi venga voglia di leggerne un altro... solo che quello è finito...[7]

Credo che non ci sia niente di peggio che leggere per compulsione e non per piacere[8].

Vengono in mente una frotta di situazioni simili riportate da scrittori: letture frenetiche, notturne, insonni, a partire dal largo di Proust, che pone fine alla galoppata della lettura con una pace tutta provvisoria («Poi, l'ultima pagina era letta, il libro terminato. Bisognava fermare la corsa sfrenata degli occhi, che seguiva senza rumore, arrestandosi solo per ripigliar fiato, in un sospiro profondo»[9]), per finire con il profondo nero di Marguerite Duras («Leggo di notte. Non ho mai potuto leggere se non di notte»[10]). Solo che questi, che parlano qui nel nero di un piccolo monitor, sono lettori, lettori cosiddetti comuni, che comuni non sono mai[11], e sanno di calpestare orme, di star seduti su citazioni, ma non possono farne a meno. Parlano come leggono.

  1. b)     Amori e furori. Basta una virgola per stanare il settarismo del lettore e l'albero del newsgroup si impenna in mille gemme. La tipica battuta di ingresso chattante, carta di identità esibita a scanso di equivoci ma anche a rischio di ritorsioni, è sempre un I Love McEwan, o un Io odio Cassola. Vi sono autori che dilaniano la platea in lunghe guerre guerreggiate (Pennac e Baricco, ad esempio); ve ne sono altri che provocano sbocchi d'amore impudico: «il mio amato Giorgio, asciutto e musicante – anche bello, vorrei dire»[12], e si tratta del poeta Giorgio Caproni così ritratto da un suo lettore. Non sono rari questi trasporti dell'amor letterario e affiora spesso la componente corporea, fisica della passione di lettura in una moderna reinvenzione del kalòs-kai-agathòs greco. E se non hai letto, se non conosci l'autore? Intervieni timidamente, e ti riempiono di bibliografie, di ragguagli. Ma c'è sempre qualcuno che, dimenticando Contini[13] e Samonà[14], sbotta: «Ma sei pazzo?? Non conosci Fante? Corri in libreria ed acquista immediatamente Chiedi alla polvere»[15].
  2. c)     Quante volte? Pigramente la conversazione, sia pure brillata attraverso i piccoli flash dei messaggi, indugia nei giochi della torre, nei piccoli referendum, nelle domande impertinenti: Quali sono i libri che hanno acceso la tua passione di lettura?[16], ma è difficile stilare poi una classifica perché ogni intervenuto, più che votare o confermare, preferisce proporre un nuovo autore o depistare la corrente precedente. Così si parte da Cuore ma si arriva a Tolkien, a Bulgakov, a Buzzati. Oppure ci si domanda quando e quanto si legge[17], come si trova il tempo e la voglia di farlo, ed eccoli lì i lettori del newsgroup a combattere con il tempo e a raccontare dei loro combattimenti (eh sì, il mio amato Pennac[18], ci manca il tempo, talvolta, per leggere e per amare!). Qualcuno si nasconde dietro un "sempre"[19] che poi precipita in racconti di libri letti ad occhi chiusi, nel sonno sopravveniente, o addirittura di libri letti davanti al televisore[20]. Qualcuno infine lo grida ad alta voce:

Io lo rubo, perché non ce l'ho. Lo rubo furtivamente e nei momenti più impensati. Il mio bottino medio è di circa 1 ora al giorno, un po' di più al sabato e alla domenica[21].

(non volendo, ti abbiamo dato ragione anche questa volta, il mio bel Pennac[22]!)

  1. d)     Non ditemi tutto. Uno degli argomenti che hanno spesso acceso le discussioni tra lettori nelle mailing list e nei newsgroup, tanto da provocare una riforma metodologica e l'introduzione di una specifica norma di netiquette, è quello della liceità o meno di discutere approfonditamente della trama di romanzi, con il rischio di rovinare il piacere e la suspense della lettura agli eventuali nuovi lettori. Il faq[23] di rec.arts.book consiglia a tale proposito di introdurre la parola chiave spoiler nel soggetto della news, in modo da avvertire i lettori che potrebbero ricevere informazioni non desiderate sugli sviluppi di un certo romanzo[24].
  2. e)     Altre libridini. Il 16 gennaio una domanda di Stefano Cobianchi[25] (C'è qualcun altro che, come me, ama annusare i libri?) chiama 53 risposte, tutte fitte di palpamenti cartacei, di pinte di inchiostro, e di sniffate alle rilegature. Qualcuno cerca di metterla sul ridere («Certo! Ma preferisco legarli e frustarli sul dorso fino a quando non ne possono più... mmmmh...»[26]), qualcun altro implora l'arimortis («Ragazzi, fermiamoci qui»[27]), ma i più si lasciano andare:

…proprio tutte le sensazioni, i primi Mammut di Newton Compton - ma con cautela, neh[28].

…c'è una vecchia edizione di Zanna Bianca dei Fratelli Fabbri degli agli anni '50: non vi dico il profumo...[29]

… credo, inoltre, che la carta sia più rilassante…[30]

… appoggiare il polpastrello dell'indice sul dorso, e farlo scorrere dall'alto in basso per vedere se riesco a percepire qualcosa della vita dei personaggi in esso contenuti[31].

… è impossibile dimenticare ciò che il nostro olfatto ha registrato, è impossibile amare qualcosa che l'olfatto rifiuti[32].

… annuso i libri, sì, ed è bellissimo: la percezione diretta del piacere, dell'aspettativa, del rispetto per l'arte, delle emozioni di là da venire[33].

Il dibattito era stato preceduto mesi prima da un altro thread (Siete libridinosi?[34]) che prevedeva una articolata serie di domande a mo' di questionario («Quando comprate un libro nuovo lo accarezzate?», «lo ricoprite?», «togliete maniacalmente le etichette del prezzo?», «odiate chi sottolinea?», «come sottolineate?», «siete degli allineatori?», «siete presi da palpitazioni se un ospite inizia a tirar giù i vostri volumi?», «siete gelosi dei vostri libri?», ecc.), ma forse per questa sua minuziosità scientifica e questo impegno di compilazione ebbe meno successo. Del resto, sia nel caso del primo che del secondo thread, la discussione ha evidenziato la tendenza a concentrarsi su un tema collaterale, quello del prestito librario, vedendo rigorosamente alternate e contrapposte le grida di scandalo («Prestarli? i libri? Dove andremo a finire?»[35]) e quelle di plauso («Ben venga il prestito (ed il RITORNO !!) !!»[36]. E questo tema chiama naturalmente quello delle biblioteche. Le conoscono, i newsgruppettari?

  1. f)      Biblioteche sì grazie. Le conoscono, le usano, le valutano con molta attenzione. Le biblioteche fanno spesso capolino tra i messaggi (una ricerca d'archivio restituisce n. 1.400 occorrenze del termine). Le osservazioni critiche sulla qualità dei servizi sono molto frequenti, in particolare quelle sui criteri degli acquisti, ma anche gli attestati di fiducia e i riconoscimenti. L'apertura della nuova Berio a Genova suscita ad esempio commenti favorevoli, un thread intitolato significativamente W le biblioteche le ringrazia di esistere[37], qualcuno in un empito di buoni sentimenti trova assurdo che tutto questo bendiddio sia gratis[38], e viene subito rimbeccato:

E poi? Mettiamo il tassametro ai lampioni? Facciamo l'abbonamento ai marciapiedi?[39]

E tra i messaggi questo è degno di una menzione d'onore:

Qui c'è una biblioteca bellissima, dove è bello solo andarci e ti telefonano quando un libro che hai prenotato è arrivato. Magico[40].

così come la risposta di una delle poche bibliotecarie presenti nel newsgroup che merita la nostra corale sottoscrizione:

… grazie, grazie, grazie […] a nome della categoria dei bibliotecari per avere aperto questo thread. È bello leggere le risposte e sentire il vostro "calore". Ed è anche bello vedere la grande quantità di risposte e sentire che hanno tutte lo stesso tenore…[41]

 



[1] Tratto da: Luca Ferrieri, Lettura.net. Quando i lettori discutono in rete, in La biblioteca amichevole. Nuove tecnologie per un servizio orientato all'utente, Milano, Editrice Bibliografica, 2000.

[2] Per le ricerche ho utilizzato il "cimitero delle news", il sito che raccoglie i messaggi di tutto il mondo prima della loro definitiva dispersione: Ricerca Newsgroup Dejanews (http://www.dejanews.com/).

[3]Ad esempio l'autorevolissimo Silvio, che è una delle colonne di icl e che, a proposito del film C'è post@ per te si esprime così: «per esperienza diretta e recente, ti assicuro che la chat di libri può  condurre a incontri più  interessanti che Meg Ryan o Tom Hanks» (Silvio, R: Spoiler - C'è posta per te,  17/1/1999, icl).  Conferma la sua opinione Piero Del Resto pfalciani-xxx@dada.it, E dopo l'ingresso in rete, quanto tempo dedicate alla lettura?, 14/12/1998, icl: «Lì, ogni sera, si legge il romanzo che ognuno scrive di se stesso! Provare per credere, basta un po' di pazienza. All'inizio sembra una congrega di folli, ma poi si trovano i canali e le persone giuste, a allora la notte diventa piccola, troppo piccola».

Approfitto della nota per dichiarare che le citazioni che riferirò da messaggi apparsi in testi di posta elettronica o di newsgroup sono riportate, senza aver potuto chiedere consenso agli autori, in quanto ritengo che l'agorà virtuale, in tutte le sue forme, si configuri come luogo pubblico e la pubblicazione sulla rete sia da questo punto di vista equivalente a quella sulla carta stampata. Citando la fonte credo sia possibile quindi, senza ledere la privacy e senza compiere plagio, riportare brani tratti da interventi pronunciati in rete. In questo mi discosto lievemente dall'interpretazione fornita da Eugenio Gatto, moderatore della mailing list aib-cur, nel suo messaggio alla lista Aib-Cur: libera distribuzione?, 15-2-99. In ogni caso ritengo che lo statuto del newsgroup (che non richiede iscrizione) sia da questo punto di vista molto diverso, e molto più libero, di quello di una mailing list moderata (che richiede iscrizione e che non distribuisce automaticamente tutto quello che riceve).

[4] Cfr. il thread Cosa vi ha dato it.cultura.libri?, 34 interventi su icl tra il 22/1/1999 e il 1/2/1999. L'1/2/1999 viene postato un Manifesto del gruppo it.cultura.libri in cui si propone la costruzione di un sito «che raccolga domande, oltre che suggerimenti e recensioni, anche parziali, su libri, vecchi e nuovi, editi in italiano. CONSIGLI che *LETTORI* danno ad altri LETTORI, in una sorta di salotto virtuale» (Luther Blisset blissett@mythos.it, [MANIFESTO DEL GRUPPO IT.CULTURA.LIBRI] Post Periodico by Luther Blissett, 1/2/1999, icl).

[5] Nypre fcapret@tin.itFebbre da lettura, 20/1/99, icl.

[6] Rossella scarlett@elbalink.it, Re: Febbre da lettura, 20/1/99, icl.

[7] Fabio Vita Goemon@antisocial.com Re: Febbre da lettura, 21/1/99, icl

[8] Ervander Ervander@hotmail.com Re: Febbre da lettura, 20/1/99, icl.

[9] Marcel Proust, Giornate di lettura, Milano, Il Saggiatore, 1965, p. 130.

[10] Marguerite Duras, Il nero Atlantico, Milano, Mondadori, 1998, p. 73. Di letture notturne ci parla anche Raffaele La Capria in Sulla lettura, "Nuovi Argomenti", XLV (1998), 4, p. 126-135: «Non ti accorgevi del numero delle pagine, non ti accorgevi delle ore silenziose della notte che procedevano lente e maestose come il fluire della narrazione che ti scorreva sotto gli occhi. A volte ti sorprendeva l'alba e bagnava con la sua luce le pagine che ti avevano tenuto sveglio tutta la notte, come la voce di Sherazade» (ivi, p.128).

[11] È sempre il caso di rispondere al common reader di Virginia Woolf (Il lettore comune, Genova, Il Melangolo, 1995) con  il suo rovescio steineriano (George Steiner, A reader, New York, Oxford University press, 1984) o bloomiano (Harold Bloom, I vasi infranti, Modena, Mucchi, 1992, p. 8). Woolf, Steiner, Bloom: nemici-amici…

[12] Paolo Beneforti beneforti@mail2.dex-net.com, Re: Vota i 3 libri più belli, 9/2/99, icl. Qualcuno, giorni prima, aveva commentato la bellezza fisica di Samuel Beckett.

[13] «Oh, ma è fortunata, è fortunata! Ha ancora da leggere Port-Royal di Sainte Beuve... ha ancora da leggere uno dei capolavori dello spirito umano...» (Gianfranco Contini, Diligenza e voluttà, Milano, Mondadori, 1989, p. 130).

[14] «Carmelo Samonà una volta mi disse che invidiava coloro che non avevano mai ascoltato Mozart, perché avrebbero avuto la gioia di scoprirlo» (Paolo Mauri, Quanti libri diciamo di leggere, "La repubblica", 22-2-1999, p. 34).

[15] Micu, marcom@marcheonline.net, Re: Fante John, 3-2-99, icl.

[16] Il thread con questo argomento occupa le giornate dal 17/11/1998 al 26/11/1998 su icl. Qualcuno invece di dare i titoli, descrive gli incantamenti: «quando ero bambina, a casa di mia nonna c'era una bellissima libreria…» (fiorella_v@geocities.com, Re: Vi ricordate qual è il libro che vi ha inculcato la passione per la lettura?, 22/11/1998, icl); «A 7 anni sono stato più di 15 gg. a letto malato e ho incominciato a leggere sistematicamente…» (Maurizio Borrelli mborrelli@tin.it Re: Vi ricordate qual è il libro che vi ha inculcato la passione per la lettura?18/11/1998, icl).

[17] Una discussione squisitamente analoga, e cronologicamente poco distante, si svolge nel newsgroup anglofono rec.arts.books. Cfr. il thread How much do you read? del 3 /3/1999 e successivi e il thread How many books do you read del 5/3/1999 e successivi.

[18] «Nel momento in cui mi pongo il problema del tempo per leggere, vuol dire che quel che manca è la voglia […] Chi ha tempo di essere innamorato? Eppure si è mai visto un innamorato non avere tempo per amare?» (Daniel Pennac, Come un romanzo, Milano, Feltrinelli, 1993, p. 99-100).

[19] Roberto Zaffina zaffina@dada.it , Re: Quanto tempo dedicate alla lettura?, 14/11/1998, icl.

[20] Oz  fcocon@regione.marche.it, Re: Quanto tempo dedicate alla lettura?, 14/11/1998, icl.

[21] Giovanni Belloni belloni@carvico.com, Re: Quanto tempo dedicate alla lettura?, 14/11/1998, icl.

[22] «Il tempo per leggere è sempre tempo rubato» (Daniel Pennac, Op. cit., p.99).

[23] I faq (Frequently Asked Questions) sono documenti, di frequente aggiornamento e disponibili sul web, che raccolgono le risposte alle più consuete domande degli utenti relative a certe questioni.

[24] Books/faq (rec.arts.books Frequently Asked Question), http://www.lib.ox.ac.uk/internet/news/faq/archive/books.faq.html. Osservazioni su questa problematica sono frequenti anche all'interno della lista RRA-L. Cfr. ad esempio Jodi Israel jodi@tiac.net, Re: that old happy ending vs happily-ever-after again, 11-9-1998.

[25] Stefano Cobianchi scobianchi@racine.ra.it, C'è qualcun altro che, come me, ama annusare i libri?, 16/1/1999, icl.

[26] Charles Bovary gabriel@electroniapc.it. Re: C'è qualcun altro che, come me, ama annusare i libri?, 17/1/1999, icl.

[27] Edeos, Edeos@iol .it, Re: C'è qualcun altro che, come me, ama annusare i libri?, 23/1/1999, icl.

[28] Silvio silvio@dmw.it, Re: C'è qualcun altro che, come me, ama annusare i libri?, 16/1/1999, icl.

[29] Stefano Cobianchi scobianchi@racine.ra.it Re: C'è qualcun altro che, come me, ama annusare i libri?, 17/1/1999, icl.

[30] Marfi evbfi@tin.it Re: C'è qualcun altro che, come me, ama annusare i libri?, 22/1/1999, icl.

[31] LucaLK perino@sdp.it Re: C'è qualcun altro che, come me, ama annusare i libri?, 26/1/1999, icl.

[32] Rosebud sunkat@LASSAMESTA'hotmail.com, Re: C'è qualcun altro che, come me, ama annusare i libri?, 26/1/1999, icl.

[33] Idem

[34] Si veda il thread Siete libridinosi? 46 interventi dal 14/11/1998 al 22/11/1198 su icl.

[35] Giovanni Belloni belloni@carvico.com, Re: Annusare i libri, 3/2/1999, icl.

[36] Terrygi pluto@disney.com, Re: Annusare i libri 3/2/1999, icl.

[37] «Meno male che esistono le biblioteche altrimenti tutto il mio stipendio (misero tra l'altro) se ne andrebbe in libri» (Lo, nofisg@tin.it, W le biblioteche, 20.1.1999, icl). Ma, in altre occasioni, fioccano le critiche: «com'è che le biblioteche che frequento io non se lo sognano neanche di tenersi aggiornate decentemente anche su una parvilla rappresentanza dell'edito corrente? Se aspetto che un libro di Arbasino giunga qua nelle biblioteche publiche della dorata provincia toscana dovranno dargli prima il nobel per qualche cosa» (Paolo Beneforti beneforti@mail2.dex-net.com, Re: Passeggiando fra i draghi... (Biblioteche pubbliche), 20/2/1999, icl).

[38] «Sinceramente le biblioteche gratis mi sembrano una cavolata» (Cpe, CPE@sincretech.it, Re: w le biblioteche, 25/1/1995, icl).

[39] Daniele A. Gewurz gewurz@marte.mat.uniroma1.it, Re: W le biblioteche, 1/2/1999, icl.

[40] Stefano Lucchini slucky@nospam-schio.net Re: Biblioteche: cosa ne pensate?, 8/10/1998, icl.

[41] Baici labaici@tin.it, Re: Biblioteche: cosa ne pensate?, 10/10/1998, icl.